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LE OPPORTUNITA'

Pubblicato dalla CONSOB il regolamento attuativo per il crowdfunding: nuovo strumento per sostenere la ripresa economica, utile alle imprese ed ai piccoli risparmiatori

In assenza di politiche serie ed efficaci per risolvere il problena ormai drammatico del credit crunch, occorre rivolgersi ai pochi nuovi strumenti affidati al risparmio privato. Finanziamento di massa ovvero crowdfunding introdotto dal DL 179/2012.

La norma disciplina il fenomeno conosciuto anche come “equity crowdfunding” che indica la possibilità per le imprese (normalmente neo-costituite) di raccogliere capitali di rischio (“funding”) per il tramite della rete internet (portali on line) svolgendo quindi un appello al pubblico risparmio rivolto a un elevato numero di destinatari (“crowd”), piccoli risparmiatori che nella prassi effettuano investimenti di modesta entità.

Il nuovo Regolamento prevede le modalità per attivare la raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line.ed è stato approvato con Delibera 26 giugno 2013 n. 18592 pubblicata il 12 luglio.

Il decreto crescita bis del 2012 ha introdotto, tra l’altro, gli articoli 50-quinquies e 100-ter nel TUF, che disciplinano, rispettivamente, la “Gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative” e le “Offerte attraverso portali per la raccolta di capitali” - e ha delegato la Consob ad adottare le relative disposizioni di attuazione. La norma primaria disciplina il fenomeno conosciuto anche come “equity crowdfunding” che indica la possibilità per le imprese (normalmente neo-costituite) di raccogliere capitali di rischio (“funding”) per il tramite della rete internet svolgendo quindi un appello al pubblico risparmio rivolto a un elevato numero di destinatari (“crowd”) che nella prassi effettuano investimenti di modesta entità.

Il Regolamento, composto da 25 articoli, è suddiviso in tre parti che trattano, rispettivamente: le disposizioni generali; il registro e la disciplina dei gestori di portali; la disciplina delle offerte tramite portali. Al testo sono allegate: le istruzioni per la presentazione della domanda di iscrizione nel registro dei gestori; lo schema della relazione sull’attività d’impresa e sulla struttura organizzativa; lo schema per la pubblicazione delle “Informazioni sulla singola offerta”, che comprendono, tra l’altro, un’Avvertenza, le informazioni sui rischi, sull’emittente, sugli strumenti finanziari e sull’offerta.

Come avverrà allora il crowdfunding? Considerato che banche e sim sono già autorizzate ad aprire i portali per la raccolta fondi, il regolamento Consob si rivolge ai nuovi portali non bancari che dovranno essere autorizzati e iscritti in un apposito albo. Per potervi accedere, la società che vuol gestire il portale dovrà garantire l’onorabilità dei soci (quindi l’assenza di condanne o procedimenti penali) e degli organizzatori. A questi ultimi viene chiesta anche una specifica competenza giuridico-economica ma anche di tipo informatico. Il portale di crowdfunding dovrà infatti selezionare le start up e garantire un’adeguata gestione degli ordini. I risparmiatori verranno sollecitati ad investire, di volta in volta, per una singola start up e trasferiranno i loro soldi via bonifico bancario sul conto a questa appositamente dedicato. Ai risparmiatori l'impresa restituirà il capitale con interessi a tassi predefiniti. Per le imprese di nuova costituzione rappresenta un’occasione per trovare capitali fuori dal circuito bancario.

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Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio

Scheda di Sintesi | Bando Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio
Scadenza del Bando: 27 settembre 2013

Avviso a sportello


Soggetti Beneficiari

Sono ammesse a beneficiare delle agevolazioni di cui al presente Bando le Piccole e Medie imprese (ditte individuali e società) che rispettano la definizione prevista dall’allegato I del Regolamento CE n. 800/2008 , che esercitano l’attività commerciale al dettaglio nel territorio della Regione Puglia nelle forme sotto riportate:
a) esercizi di vicinato come classificati dall’art. 5 comma 3 lett. a) della L.R. 11/03 ;
b) pubblici esercizi che svolgono attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande autorizzati ai sensi della Legge 287/1991;
c) titolari di autorizzazione per punti vendita esclusivi di giornali e riviste rilasciata ai sensi della L. 416/81 e D. L.vo 170/2001;

Le imprese devono essere già iscritte al registro delle imprese. Le imprese commerciali possono associarsi in più associazioni o consorzi.
(Per quanto riguarda i pubblici esercizi, sono ammissibili alle agevolazioni quelli ove sono svolte le seguenti attività:
a) somministrazione di pasti e bevande (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
b) somministrazione di bevande, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari).

E’ possibile presentare una sola domanda di agevolazioni da parte di uno stesso soggetto richiedente. Nel caso in cui un soggetto presenti più domande per più punti vendita queste saranno tutte escluse.
Gli aiuti previsti dal presente bando non possono essere erogati in nessun caso a imprese in crisi ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà.

Al fine di individuare i programmi e le spese ammissibili, si specifica che il programma deve essere rivolto ad apportare innovazioni nell’impresa con l’obiettivo di conseguire un aumento dei volumi di vendita, un miglioramento rispetto all’esistente anche attraverso l’incremento significativo della superficie di vendita dell’unità locale o volto alla modifica della formula distributiva e/o delle merceologie trattate nell’unità locale esistente.

Ciascuna domanda di agevolazione deve essere correlata ad un programma di investimenti che non può riguardare più di una unità locale e che deve essere organico e funzionale, da solo idoneo, a conseguire gli obiettivi produttivi, economici ed occupazionali indicati nella domanda di agevolazione, a conseguire una migliore collocazione delle imprese sul mercato attraverso l’aumento della produttività, la riduzione dei costi e la qualificazione del servizio offerto.

Possono essere finanziati i progetti la cui realizzazione sia stata avviata a decorrere dal 5 marzo 2013. Sono esclusi pertanto i programmi di investimento avviati prima di tale data. La data di avvio del programma di investimento è attestata dalla data della prima fattura relativa allo stesso.

Intensità dell’aiuto

L’aiuto è concesso nella forma di finanziamento a fondo perduto, nella seguente misura:

  • nel limite massimo di Euro 25.000,00, pari al 50% sulle spese ammesse, per i programmi di investimento presentati da PMI del commercio;
  • nel limite massimo di Euro 50.000,00, pari al 70% sulle spese ammesse, per i programmi di investimento presentati da associazioni temporanee di impresa o da consorzi;

Le spese complessive di ogni programma di investimenti non potranno essere inferiori a Euro 15.000,00. Detto limite deve sussistere anche nella fase di rendicontazione finale nel caso intervengano tagli di spese considerate non ammissibili.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese effettuate a partire dal 5 marzo 2013 ed entro dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione, comprensivi dell’eventuale proroga, nella misura in cui queste ultime siano strettamente attinenti, funzionali e dimensionate alle effettive finalità dell’iniziativa oggetto della domanda di agevolazioni.
Dette spese possono riguardare:
a. studi, progettazione, spese generali e acquisizione di servizi. La voce comprende:

  • direzione lavori;
  • collaudi di legge;
  • oneri per concessioni edilizie;

b. Attrezzature mercatali mobili utilizzate per la vendita nelle aree mercatali che vengono spostate di volta in volta per progetti di associazioni temporanee di impresa e per consorzi costituiti tra operatori su aree pubbliche;
c. macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica, compresi quelli necessari all'attività amministrativa dell'impresa, con esclusione di quelli relativi all'attività di rappresentanza;
d. mezzi mobili strettamente necessari alla gestione delle attività purché dimensionati alla effettiva attività ed a servizio esclusivo dell'unità locale oggetto delle agevolazioni; sono comunque esclusi i mezzi targati di trasporto per merci e/o persone, ivi compresi, pertanto, quelli per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;
e. programmi informatici connessi alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa;
f. opere murarie ed assimilate;
g. infrastrutture specifiche aziendali;
h. acquisto di sistemi di sicurezza antintrusione, antitaccheggio e antirapina, dotati di comprovabili requisiti di innovazione rispetto ai sistemi tradizionali;
i. spese specifiche riferite a progetti per la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali;
j. acquisizione di software e hardware destinati alla creazione di siti e-commerce e che consentano la gestione completa di una transazione o di un ordine fino alla gestione del pagamento;
k. progetti di promozione e comunicazione limitatamente ai programmi presentati dalle Associazioni temporanee di impresa /consorzi.

Le spese di cui alla lettera a) sono agevolabili fino ad un massimo del 5% dell’investimento complessivo ammissibile e non possono da sole costituire un programma organico e funzionale.

Le spese di cui ai punti f) e g) sono ammesse qualora relative a opere di adeguamento o ampliamento di immobili preesistenti. Sono escluse le costruzioni di nuovi immobili e l’acquisto di immobili preesistenti.

Le spese di cui alla lettera h) riguardano:

  • installazione di collegamenti telefonici, telematici ed informatici strettamente finalizzati al collegamento degli impianti di sicurezza con centrali di vigilanza;
  • installazione di sistemi di videosorveglianza o videoprotezione nel rispetto della legge del 31/12/96 n. 675;
  • installazione di sistemi telematici antirapina conformi a quelli previsti da protocolli d??intesa con il Ministero dell’Interno;
  • installazione di sistemi di antifurto, antirapina o antintrusione;
  • installazione di sistemi di allarme con individuazione satellitare collegati con le centrali di vigilanza;
  • installazione di cristalli antisfondamento;
  • installazione di inferriate, serrande e porte di sicurezza;
  • adozione di sistemi di pagamento elettronici;
  • installazione di dispositivi aggiuntivi di illuminazione notturna connessi all’impiego di protezioni esterne di sicurezza che consentano la vista dell'interno.

Le spese di cui alla lettera i) sono agevolabili fino ad un massimo del 25% dell’investimento complessivo ammissibile e non possono da sole costituire un programma organico e funzionale. Tali spese per le associazioni di via possono includere progetti di arredo urbano.

Sono comunque escluse dalle agevolazioni le seguenti spese:

  • le spese per imposte e tasse;
  • le spese notarili;
  • l’acquisto di mezzi mobili targati;
  • le spese relative all’acquisto di scorte;
  • le spese relative all’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature usati;
  • le spese di funzionamento in generale;
  • le spese non capitalizzate;
  • le spese di pura sostituzione (che non determino apporto di innovazione);
  • le spese in leasing;
  • le spese per materiali di consumo, facilmente deteriorabile, utensileria, minuteria (materiale di cancelleria, componentistica, ricambi, posateria, piatti, bicchieri, pentole, tovagliato, piccoli attrezzi da cucina);
  • le spese commissionate con la modalità del “contratto chiavi in mano”;
  • le spese per beni di cui la ditta beneficiaria risulti anche fornitrice;
  • le spese di locazione;
  • le spese per acquisti di beni e servizi da parenti o affini entro il secondo grado del beneficiario o di uno dei soci dell’impresa beneficiaria anche nel caso in cui il rapporto di parentela sussista con un soggetto che rivesta il ruolo di amministratore o socio dell’impresa fornitrice;
  • le spese regolate in contanti;
  • le spese per il pagamento di royalty o commissioni di ingresso nell’ambito dei contratti di franchising;
  • le spese per contratti di forniture di servizi di assistenza tecnica;
  • spese effettuate attraverso il pagamento di cambiali o dilazioni di pagamento con data di scadenza successiva alla data di richiesta del saldo delle agevolazioni.

Ai fini dell’ammissibilità del finanziamento in conto impianti le spese dovranno essere totalmente supportate da fatture.

Il soggetto richiedente dovrà, all’atto della presentazione della domanda,dichiarare di essere in grado di far fronte agli impegni finanziari connessi con la realizzazione, l’avviamento e la gestione dell'iniziativa proposta, e di possedere le risorse necessarie per realizzare la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni di cui al presente bando, anche a mezzo di finanziamenti concessi dal sistema bancario.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili. A tal fine sottoscrivono con la domanda un atto di impegno ad apportare un contributo finanziario alle spese previste attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento erogato da soggetto terzo, e comunque in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, fino alla completa copertura dei fabbisogni derivanti dal programma di investimenti.

 


1. L’Allegato 1 del Regolamento CE n. 800/2008 precisa che “Alla categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) appartengono le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
2 All'interno della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.
All'interno della categoria delle PMI, si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro”.
Vale a dire le attività commerciali con una superficie di vendita non superiore a 250 mq..

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PIA - Aiuti alle medie imprese e ai Consorzi di PMI

L’Ente erogatore è la Regione Puglia - Avviso a sportello.

Sono ammissibili gli investimenti riguardanti attività manifatturiere di cui alla sezione "C" della "Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007"; servizi, "Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007" "52", "58", "59", "61", " 62" , " 72" e " 82", limitatamente alla classe 82.20 "Attività dei call center".
L’attività economica di cui al n.“62” si riferisce alla “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse” e riguarda le seguenti attività:

62.01.00 Produzione di software non connesso all'edizione
62.02.00 Consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica
62.03.00 Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware - housing (esclusa la riparazione)
62.09.01 Configurazione di personal computer
62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell'informatica nca

Obiettivo dell'azione è:

  • creare occupazione 
  • creare stabilità sociale e dinamismo economico.

I beneficiari degli aiuti sono:

  • Imprese di Medie dimensioni che alla data di invio della domanda:
    • abbiano approvato almeno due bilanci;
    • nell'esercizio precedente abbiano registrato un fatturato non inferiore a 8 milioni di euro o, alternativamente, abbiano registrato un numero di U.L.A. (unità lavorative annue) non inferiore a 50;
  • Micro, piccole e medie imprese associate alla media impresa proponente in forma consortile. La media impresa proponente, che deve presentare spese ammissibili almeno pari al 50% dell'importo complessivo del progetto, assume la responsabilità ai fini della coerenza tecnica ed industriale.

Tipologia di investimento ammissibile a contributo:
Le istanze di accesso devono riguardare progetti industriali di importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili compresi tra 1 milione e 20 milioni di euro.
I progetti industriali possono riguardare investimenti in “attivi materiali”, investimenti in ricerca,
investimenti in servizi di consulenza, investimenti per lo sviluppo dell’e-business ed investimenti per la tutela ambientale relativi esclusivamente alle misure di risparmio energetico.

1. Investimenti in "attivi materiali" ammissibili possono riguardare:
a. la realizzazione di nuove unità produttive;
b. l'ampliamento di unità produttive esistenti;
c. la diversificazione della produzione di un'unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi;
d. il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un'unità produttiva esistente.

Gli investimenti in ricerca ammissibili sono quelli in ricerca industriale ovvero sviluppo sperimentale (così come disciplinati dal Titolo III del Regolamento generale dei regimi di aiuto in esenzione della Regione Puglia).
Le agevolazioni, compresa l’eventuale maggiorazione, per gli investimenti in ricerca, non potranno superare, indipendentemente dall’ammontare dell’investimento ammissibile, i seguenti importi:

a) Euro 1 milione per attività di ricerca industriale;
b) Euro 700 mila per attività di sviluppo sperimentale;
c) Euro 300 mila per gli studi di fattibilità tecnica;
d) Euro 200 mila per i brevetti.

Gli investimenti in servizi di consulenza ammissibili per l’innovazione delle imprese sono i servizi di consulenza riguardanti l’ambiente, la responsabilità sociale ed etica e l’internazionalizzazione d’impresa (descritti e disciplinati nel Titolo IV del Regolamento generale dei regimi di aiuto in esenzione della Regione Puglia).
Gli investimenti per la tutela ambientale relativi alle misure di risparmio energetico sono disciplinati dal “Regolamento per aiuti agli investimenti delle PMI nel risparmio energetico, nella cogenerazione ad alto rendimento e per l’impiego di fonti di energia rinnovabile” n. 26 del 21/11/08.
Le iniziative ammissibili riguardano sia interventi di efficientamento energetico dei cicli produttivi con lo scopo di ridurre l’intensità energetica delle lavorazioni, sia interventi di risparmio energetico sugli involucri edilizi, compreso gli impianti generali.
Le agevolazioni, per gli investimenti per la tutela ambientale relativi alle misure di risparmio energetico, non potranno superare, per ogni singola impresa, indipendentemente dall’ammontare dell’investimento
ammissibile, Euro 1,5 milioni.
Gli investimenti per lo sviluppo dell’e-business ammissibili sono quelli descritti e disciplinati dall’articolo 28, comma 5, del Regolamento generale dei regimi di aiuto in esenzione della Regione Puglia, vale a dire quelli riguardanti: .
a. sviluppo e la personalizzazione di applicazioni infotelematiche;
b. la gestione e la sicurezza delle transazioni economiche su reti telematiche (ad esempio applicazioni di e-commerce, applicazioni business-to-business, ecc.) e per l'integrazione di questa con gli altri sistemi informativi aziendali (ad esempio: gestione magazzino, vendite, distribuzione, amministrazione, Business Intelligence, Customer Relationship Management).
Le agevolazioni relative ai servizi di consulenza per le imprese sono concesse nel limite del 50% della spesa complessiva ritenuta congrua, pertinente e valutata ammissibile. Esse saranno calcolate, indipendentemente all'ammontare del programma di investimenti ammissibile, su un importo finanziato massimo di 400 mila euro per impresa e di 2 milioni di euro per domanda di agevolazione.

Spese ammissibili

a) acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 10% dell'importo dell'investimento in attivi materiali;
b) opere murarie e assimilate;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all'attività di rappresentanza;
e) acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa;
f) acquisto di brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l'attività svolta nell'unità produttiva interessata dal programma.

Sono, inoltre, ammissibili le spese relative a studi preliminari di fattibilità e a consulenze connesse al programma di investimenti. Tali spese sono ammissibili solo fino al 3% dell’importo complessivo ammissibile. (Per i programmi di ricerca industriale ovvero sviluppo sperimentale sono ammissibili le spese previste dall'articolo 21 del regolamento n. 9 del 2008 e s.m.i.:

  • spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui sono impiegati nel progetto di ricerca), a condizione che lo stesso sia operante nelle unità locali ubicate nella regione; 
  • i costi della strumentazione e delle attrezzature utilizzate per il progetto di ricerca e per la sua durata. Se l'utilizzo della strumentazione e delle attrezzature in questione ai fini del progetto di ricerca non copre la loro intera durata di vita, sono considerati ammissibili solo i costi d'ammortamento corrispondenti al ciclo di vita del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della buona prassi contabile; 
  • i costi della ricerca acquisita contrattualmente da terzi, nonché le competenze tecniche ed i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mercato tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione, così come i costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell'attività di ricerca; 
  • le ulteriori spese generali direttamente imputabili al progetto di ricerca; 
  • altri costi d'esercizio, inclusi costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili all'attività di ricerca). 

Con riferimento agli investimenti per servizi di consulenza per l'innovazione delle imprese sono ammissibili le spese previste dall'articolo 30 del regolamento n. 9 del 2008 e s.m.i. ed in particolare le spese per l'acquisto di servizi di consulenza specialistica su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato (EMAS, ECOLABEL, ISO 14001, SA8000, Soluzioni tecnologiche ecoefficienti, internazionalizzazione di impresa, partecipazione a fiere, e- business). Non sono ammesse le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria o attraverso i cosiddetti contratti "chiavi in mano".


Tipo ed entità contributo

Gli aiuti per gli investimenti sono erogati in forma di contributi in conto impianti.
Le agevolazioni per le spese ammissibili di cui alle lettere a), b) e c) sono concesse nei
seguenti limiti:

  • 20% per le medie imprese;
  • 25% per le piccole imprese

Le agevolazioni per le spese ammissibili di cui alle lettere d), e) ed f) nonché di quelle di cui all’art.38 comma 5 del regolamento (spese relative a studi preliminari di fattibilità e a consulenze connessi al programma di investimenti) sono concesse nei seguenti limiti:

  • 40% per le medie imprese
  • 50% per le piccole imprese.

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Aiuti ai programmi di investimento promossi da Grandi Imprese da concedere attraverso Contratti di Programma regionali

Ente erogatore:  Regione Puglia - Avviso a sportello

Sono ammissibili gli investimenti riguardanti il settore delle attività manifatturiere di cui alla sezione "C" della "Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007", servizi di cui alla Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007" "52”, “58”, “59”, “61", "62", "72" e "82", limitatamente alla classe 82.20 “Attività dei call center”.

Settori esclusi:

  • pesca e acquacoltura; 
  • costruzione navale; 
  • industria carboniera; 
  • siderurgia; 
  • fibre sintetiche; 
  • attività connesse con la produzione primaria (agricoltura e allevamento).

Beneficiari:

  • imprese di grandi dimensioni 
  • micro, piccole e medie imprese, in regime di contabilità ordinaria, con una grande impresa proponente, che deve presentare spese ammissibili almeno pari al 50% dell’importo complessivo del progetto e che ne assume la responsabilità ai soli fini della coerenza tecnica ed industriale.

Obiettivi

  • favorire lo sviluppo di ulteriori attività e progetti, 
  • rafforzare la competitività e l'attrattività dei territori; 
  • promuovere l'occupazione.

Tipologia di investimento ammissibile a contributo:


1. Investimenti in "attivi materiali" per:
a. la realizzazione di nuove unità produttive;
b. l'ampliamento di unità produttive esistenti;
c. la diversificazione della produzione di un'unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi;
d. il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un'unità produttiva esistente.

2. investimenti in ricerca;
a. ricerca industriale;
b. sviluppo sperimentale.
Le domande di accesso si riferiscono a progetti industriali: di importo complessivo delle spese ammissibili comprese tra 5 e 50 milioni di euro;
di importo superiore a 50 milioni di euro (grande progetto), qualora l’importo complessivo degli aiuti di ogni provenienza è inferiore o uguale al 75% del massimale che potrebbe ricevere un investimento di 100 milioni di euro, applicando il massimale standard applicabile alle grandi imprese nella Regione Puglia, come previsto dalla vigente Carta di Aiuti.
I contratti di programma possono essere presentati unicamente da una grande impresa o da una GI in associazione con altre PMI.
Per i Progetti industriali proposti da grandi imprese che prevedono realizzazioni di investimenti da parte di PMI, almeno il 50% dell'importo complessivo del progetto è di competenza della grande impresa.
Le PMI devono:
aver approvato almeno due bilanci alla data di presentazione dell'istanza di accesso
presentare costi ammissibili non inferiori a 700 mila euro.
I progetti di ricerca e sviluppo possono prevedere programmi di investimento anche da parte di due o più grandi imprese, purché una sola impresa tra esse (grande impresa proponente) si assume la responsabilità della proposta contrattuale ai soli fini della coerenza tecnica ed industriale.
Nel caso in cui il progetto di Ricerca e Sviluppo prevede programmi di investimento da parte di due o più grandi imprese, occorre che l’iniziativa imprenditoriale della grande impresa proponente presenti spese ammissibili almeno pari al 50% dell’importo complessivo del progetto e che ciascun programma di investimento realizzato dalle altre grandi imprese aderenti presenti costi ammissibili non inferiori a Euro 1.000.000,00.

 Spese ammissibili

a) acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 10% dell'importo dell'investimento in attivi materiali;
b) opere murarie e assimilate;
c) infrastrutture specifiche aziendali;
d) acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all'attività di rappresentanza;
e) acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa; per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili solo fino al 50% dell'investimento complessivo ammissibile;
f) acquisto di brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l'attività svolta nell'unità produttiva interessata dal programma;
g) per le sole PMI, le spese relative a studi preliminari di fattibilità e a consulenze connessi al programma di investimenti. Tali spese sono ammissibili solo fino al 3% dell'importo complessivo ammissibile per ciascun programma di investimento.
Non sono ammesse le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria o attraverso i cosiddetti contratti "chiavi in mano".
Non sono ammesse, altresì, le spese relative all'acquisto di mezzi mobili targati.

Tipo ed entità contributo

Gli aiuti per gli investimenti sono erogati in forma di contributi in conto impianti. 

Le agevolazioni relative alle spese di cui alle lettere a), b) e c) sono concesse nei seguenti limiti:

  • 15% per le grandi imprese; 
  • 20% per le medie imprese; 
  • 25% per le piccole imprese. 

Le agevolazioni relative alle spese di cui alle lettere d), e), f) sono concesse nei seguenti limiti:

  • 30% per le grandi imprese; 
  • 40% per le medie imprese; 
  • 50% per le piccole imprese. 

Le agevolazioni relative alle spese di cui alla lettera g), sono concesse nei seguenti limiti:

  • 40% per le medie imprese; 
  • 50% per le piccole imprese. 

Le agevolazioni per gli Investimenti in ricerca, sono concesse nei seguenti limiti:

  • 50% per la Ricerca Industriale; 
  • 25% per lo Sviluppo Sperimentale. 

Indipendentemente dall'ammontare dell'investimento ammissibile, le agevolazioni per gli Investimenti in ricerca non potranno superare:
3 milioni di euro per la GI, 1 milione di Euro per attività di ricerca industriale ed 700 mila Euro per attività di sviluppo sperimentale per le attività R&S delle PMI

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