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Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio

Scheda di Sintesi | Bando Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio
Scadenza del Bando: 27 settembre 2013

Avviso a sportello


Soggetti Beneficiari

Sono ammesse a beneficiare delle agevolazioni di cui al presente Bando le Piccole e Medie imprese (ditte individuali e società) che rispettano la definizione prevista dall’allegato I del Regolamento CE n. 800/2008 , che esercitano l’attività commerciale al dettaglio nel territorio della Regione Puglia nelle forme sotto riportate:
a) esercizi di vicinato come classificati dall’art. 5 comma 3 lett. a) della L.R. 11/03 ;
b) pubblici esercizi che svolgono attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande autorizzati ai sensi della Legge 287/1991;
c) titolari di autorizzazione per punti vendita esclusivi di giornali e riviste rilasciata ai sensi della L. 416/81 e D. L.vo 170/2001;

Le imprese devono essere già iscritte al registro delle imprese. Le imprese commerciali possono associarsi in più associazioni o consorzi.
(Per quanto riguarda i pubblici esercizi, sono ammissibili alle agevolazioni quelli ove sono svolte le seguenti attività:
a) somministrazione di pasti e bevande (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari);
b) somministrazione di bevande, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari).

E’ possibile presentare una sola domanda di agevolazioni da parte di uno stesso soggetto richiedente. Nel caso in cui un soggetto presenti più domande per più punti vendita queste saranno tutte escluse.
Gli aiuti previsti dal presente bando non possono essere erogati in nessun caso a imprese in crisi ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà.

Al fine di individuare i programmi e le spese ammissibili, si specifica che il programma deve essere rivolto ad apportare innovazioni nell’impresa con l’obiettivo di conseguire un aumento dei volumi di vendita, un miglioramento rispetto all’esistente anche attraverso l’incremento significativo della superficie di vendita dell’unità locale o volto alla modifica della formula distributiva e/o delle merceologie trattate nell’unità locale esistente.

Ciascuna domanda di agevolazione deve essere correlata ad un programma di investimenti che non può riguardare più di una unità locale e che deve essere organico e funzionale, da solo idoneo, a conseguire gli obiettivi produttivi, economici ed occupazionali indicati nella domanda di agevolazione, a conseguire una migliore collocazione delle imprese sul mercato attraverso l’aumento della produttività, la riduzione dei costi e la qualificazione del servizio offerto.

Possono essere finanziati i progetti la cui realizzazione sia stata avviata a decorrere dal 5 marzo 2013. Sono esclusi pertanto i programmi di investimento avviati prima di tale data. La data di avvio del programma di investimento è attestata dalla data della prima fattura relativa allo stesso.

Intensità dell’aiuto

L’aiuto è concesso nella forma di finanziamento a fondo perduto, nella seguente misura:

  • nel limite massimo di Euro 25.000,00, pari al 50% sulle spese ammesse, per i programmi di investimento presentati da PMI del commercio;
  • nel limite massimo di Euro 50.000,00, pari al 70% sulle spese ammesse, per i programmi di investimento presentati da associazioni temporanee di impresa o da consorzi;

Le spese complessive di ogni programma di investimenti non potranno essere inferiori a Euro 15.000,00. Detto limite deve sussistere anche nella fase di rendicontazione finale nel caso intervengano tagli di spese considerate non ammissibili.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese effettuate a partire dal 5 marzo 2013 ed entro dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione, comprensivi dell’eventuale proroga, nella misura in cui queste ultime siano strettamente attinenti, funzionali e dimensionate alle effettive finalità dell’iniziativa oggetto della domanda di agevolazioni.
Dette spese possono riguardare:
a. studi, progettazione, spese generali e acquisizione di servizi. La voce comprende:

  • direzione lavori;
  • collaudi di legge;
  • oneri per concessioni edilizie;

b. Attrezzature mercatali mobili utilizzate per la vendita nelle aree mercatali che vengono spostate di volta in volta per progetti di associazioni temporanee di impresa e per consorzi costituiti tra operatori su aree pubbliche;
c. macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica, compresi quelli necessari all'attività amministrativa dell'impresa, con esclusione di quelli relativi all'attività di rappresentanza;
d. mezzi mobili strettamente necessari alla gestione delle attività purché dimensionati alla effettiva attività ed a servizio esclusivo dell'unità locale oggetto delle agevolazioni; sono comunque esclusi i mezzi targati di trasporto per merci e/o persone, ivi compresi, pertanto, quelli per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;
e. programmi informatici connessi alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa;
f. opere murarie ed assimilate;
g. infrastrutture specifiche aziendali;
h. acquisto di sistemi di sicurezza antintrusione, antitaccheggio e antirapina, dotati di comprovabili requisiti di innovazione rispetto ai sistemi tradizionali;
i. spese specifiche riferite a progetti per la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali;
j. acquisizione di software e hardware destinati alla creazione di siti e-commerce e che consentano la gestione completa di una transazione o di un ordine fino alla gestione del pagamento;
k. progetti di promozione e comunicazione limitatamente ai programmi presentati dalle Associazioni temporanee di impresa /consorzi.

Le spese di cui alla lettera a) sono agevolabili fino ad un massimo del 5% dell’investimento complessivo ammissibile e non possono da sole costituire un programma organico e funzionale.

Le spese di cui ai punti f) e g) sono ammesse qualora relative a opere di adeguamento o ampliamento di immobili preesistenti. Sono escluse le costruzioni di nuovi immobili e l’acquisto di immobili preesistenti.

Le spese di cui alla lettera h) riguardano:

  • installazione di collegamenti telefonici, telematici ed informatici strettamente finalizzati al collegamento degli impianti di sicurezza con centrali di vigilanza;
  • installazione di sistemi di videosorveglianza o videoprotezione nel rispetto della legge del 31/12/96 n. 675;
  • installazione di sistemi telematici antirapina conformi a quelli previsti da protocolli d??intesa con il Ministero dell’Interno;
  • installazione di sistemi di antifurto, antirapina o antintrusione;
  • installazione di sistemi di allarme con individuazione satellitare collegati con le centrali di vigilanza;
  • installazione di cristalli antisfondamento;
  • installazione di inferriate, serrande e porte di sicurezza;
  • adozione di sistemi di pagamento elettronici;
  • installazione di dispositivi aggiuntivi di illuminazione notturna connessi all’impiego di protezioni esterne di sicurezza che consentano la vista dell'interno.

Le spese di cui alla lettera i) sono agevolabili fino ad un massimo del 25% dell’investimento complessivo ammissibile e non possono da sole costituire un programma organico e funzionale. Tali spese per le associazioni di via possono includere progetti di arredo urbano.

Sono comunque escluse dalle agevolazioni le seguenti spese:

  • le spese per imposte e tasse;
  • le spese notarili;
  • l’acquisto di mezzi mobili targati;
  • le spese relative all’acquisto di scorte;
  • le spese relative all’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature usati;
  • le spese di funzionamento in generale;
  • le spese non capitalizzate;
  • le spese di pura sostituzione (che non determino apporto di innovazione);
  • le spese in leasing;
  • le spese per materiali di consumo, facilmente deteriorabile, utensileria, minuteria (materiale di cancelleria, componentistica, ricambi, posateria, piatti, bicchieri, pentole, tovagliato, piccoli attrezzi da cucina);
  • le spese commissionate con la modalità del “contratto chiavi in mano”;
  • le spese per beni di cui la ditta beneficiaria risulti anche fornitrice;
  • le spese di locazione;
  • le spese per acquisti di beni e servizi da parenti o affini entro il secondo grado del beneficiario o di uno dei soci dell’impresa beneficiaria anche nel caso in cui il rapporto di parentela sussista con un soggetto che rivesta il ruolo di amministratore o socio dell’impresa fornitrice;
  • le spese regolate in contanti;
  • le spese per il pagamento di royalty o commissioni di ingresso nell’ambito dei contratti di franchising;
  • le spese per contratti di forniture di servizi di assistenza tecnica;
  • spese effettuate attraverso il pagamento di cambiali o dilazioni di pagamento con data di scadenza successiva alla data di richiesta del saldo delle agevolazioni.

Ai fini dell’ammissibilità del finanziamento in conto impianti le spese dovranno essere totalmente supportate da fatture.

Il soggetto richiedente dovrà, all’atto della presentazione della domanda,dichiarare di essere in grado di far fronte agli impegni finanziari connessi con la realizzazione, l’avviamento e la gestione dell'iniziativa proposta, e di possedere le risorse necessarie per realizzare la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni di cui al presente bando, anche a mezzo di finanziamenti concessi dal sistema bancario.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili. A tal fine sottoscrivono con la domanda un atto di impegno ad apportare un contributo finanziario alle spese previste attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento erogato da soggetto terzo, e comunque in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, fino alla completa copertura dei fabbisogni derivanti dal programma di investimenti.

 


1. L’Allegato 1 del Regolamento CE n. 800/2008 precisa che “Alla categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) appartengono le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
2 All'interno della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.
All'interno della categoria delle PMI, si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro”.
Vale a dire le attività commerciali con una superficie di vendita non superiore a 250 mq..