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I contratti di rete

Il contratto di rete è stato introdotto recentemente nel nostro ordinamento giuridico ed è, in sintesi, un accordo con il quale due o più imprenditori si impegnano a collaborare al fine di aumentare, sia individualmente che collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. Con il contratto di rete le imprese si obbligano, sulla base di un programma comune, a: collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie attività; scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica; esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.
Il contratto può anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale e la nomina di un organo comune incaricato di gestire l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso.

Oggi esistono due grandi categorie di reti: quelle "a contratto" o leggere e quelle "a soggetto" o pesanti (come regolamentate dalla circolare dell'Agenzia delle entrate 20E del 18 giugno 2013). Alle seconde viene attribuita, dopo il riconoscimento della soggettività giuridica (legge 221/2012), la soggettività tributaria e quindi la partita Iva.
Decisiva, ai fini dello sviluppo di questo strumento è stata la Determinazione dell’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici, n. 3 del 23 aprile 2013 che ha espressamente disciplinato la partecipazione delle reti alle gare pubbliche.

Nel primo trimestre del 2013, secondo elaborazioni dell'Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico su dati Unioncamere, si è passati da 647 reti di fine 2012 alle 767 di fine marzo. In termini di numero di imprese partecipanti, si è passati da 3.360 unità a 3.946, con un incremento percentuale analogo. I vantaggi ottenuti in termini di giro d'affari dall'essere in rete ben sono testimoniati dai risultati ottenuti dalle aziende del settore manifatturiero nel corso del 2011: infatti le imprese coinvolte in contratti di rete hanno registrato un aumento del fatturato del 10,1%, contro il 4,6% di quelle non in rete; un differenziale che si allarga ulteriormente considerando l'intero triennio che va dal 2009 al 2011. Tra i macrosettori più rappresentati nelle reti di impresa, primeggiano l'industria in senso stretto e i servizi, che raccolgono il 76,1% delle imprese in rete. Significativa anche la presenza della filiera delle costruzioni e immobiliare e delle imprese dell'industria agro-alimentare, in particolare nel Mezzogiorno.